E dopo molti anni rieccomi di nuovo qui a parlarvi del World Bread Day, non sapete cosa sia? Si tratta della Giornata Mondiale del Pane, nata nel lontano 1996, un evento promosso dall' Unione Internazionale dei Panettieri e Panettieri-Pasticceri (UIB), un’iniziativa davvero interessante vista l'importanza del pane in cucina. A divulgarla in rete è stata la cara Zorra, all'epoca fu proprio lei a invitarmi, poi passano gli anni e ogni anno il 16 ottobre si festeggia questo evento, molti, anzi troppi, me ne sono sfuggiti se pensate che ho partecipato nel lontano 1996 e nel 1998, quest'anno però ho deciso che questa meravigliosa giornata non mi sfuggirà anche perché io amo il pane e non posso proprio farne senza. Proprio da quest’ultima affermazione è nata questa ricetta, chi mi segue sa bene che non sono il tipo che inventa ricette, troppo pasticciona, piuttosto mi limito a seguirle, ma questa è nata così, un giorno non avevo pane in casa, non avevo voglia di uscire ma non avevo nemmeno il tempo di farlo, mancava mezz'ora per il fatidico orario del pranzo e il mio stomaco iniziava a mugugnare, allora, pensa che ti ripensa cosa preparo? E se facessi delle focaccine senza lievito tipo piadine? Proviamo! E da allora, ogni qualvolta resto senza pane, le preparo, oggi le ho farcite con una bella fettazza di mortadella e voi? Ne gradite una?
Ingredienti: X 8 Focaccine
300 gr. farina 0
165 gr. acqua
9 gr. sale
3 cucchiaini di olio evo
Esecuzione:
Fare una fontana con la farina setacciata, unire al centro l'acqua, l'olio e il sale, impastare, coprire e lasciar riposare mezz'ora, dopodichè ricavare 8 palline, stenderne ognuna del diametro circa di 18 cm. Riscaldare una padella antiaderente, appena è calda adagiare un focaccina e cuocerla per alcuni minuti da ambo i lati, formerà delle bolle che poi una volta fredde scompariranno. Ancora calde farcire con salumi o formaggi.
Quando devo preparare questi fagottini molto amati dal maritino ho sempre il problema di come utilizzare la verza avanzata, sì perché per farli ho bisogno delle foglie esterne della verza, quelle più grandi; in genere oltre a preparare "virz e ris", un risotto napoletano tipico, non sapevo proprio come fare per consumare quella che mi era rimasta e allora via in internet a cercare qualche idea e così sono capitata da lei ed ho scoperto questo magnifico tortino, a dir la verità sono stata attratta dal guscio fatto di patate affettate sottili, l'ho modificato a mio gusto personale e ne è venuto fuori un piatto davvero buono.
Ingredienti: X uno stampo da 24 cm
500 gr. verza
500 gr. patate
150 gr. pancetta
150 gr. parmigiano
1 patata cruda grande
3 uova
pangrattato q.b.
olio di oliva q.b.
burro
sale
Esecuzione:
Cuocere le patate a vapore, sbucciarle e ancora calde, schiacciarle con lo schiacciapatate; nel frattempo pulire la verza togliendo la parte centrale più dura, sciacquarla, tagliarla a striscioline e ripassarla in padella con un po’ d'olio, salare. A parte tagliare la pancetta a striscioline e rosolarla in una padella senza olio; quando tutti gli ingredienti sono freddi mescolare le patate con la verza, la pancetta, le uova e il parmigiano. Imburrare uno stampo a cerniera e rivestire, sovrapponendole, il fondo e le pareti con la patata cruda tagliata a fettine sottili con la mandolina. Versare il composto di patate, coprire con altre fettine di patata, distribuire fiocchetti di burro e cuocere a 180° ventilato per 25 minuti coperto con carta stagnola, trascorso questo tempo togliere la carta e cuocere per altri 15 minuti.
Questa vi potrà sembrare una ricetta banale, chi di voi non ha mai preparato un pan di spagna? All'apparenza possono sembrare tutti uguali ma in realtà anche in questo caso esiste una ricetta perfetta, questa è la mia! C'è il connubio perfetto tra morbidezza e trattenuta di liquidi, sì perché per quanto mi riguarda un buon pan di spagna deve assorbire la bagna e trattenerla non rilasciarla dopo alcune ore come capita spesso, rovinando magari la parte esterna e asciugandosi all'interno, insomma se vi fidate di me provatela.
Ingredienti: X uno stampo da 24 cm
6 uova
200 gr. farina
150 gr. zucchero
Esecuzione:
Separare gli albumi dai tuorli, iniziare a montare gli albumi unendo a pioggia 75 gr. di zucchero, saranno pronti quando diventeranno belli sodi. A parte montare i tuorli con gli altri 75 gr. di zucchero fino a che siano belli chiari, versarli sugli albumi e mescolare dal basso verso l'alto molto velocemente. A questo punto versare la farina a pioggia sempre mescolando dal basso verso l'alto; versare il composto in uno stampo precedentemente imburrato e infarinato e cuocere in forno statico per mezz'ora a 180°.
Oggi vi voglio parlare di questo piatto semplice ma d'effetto, avevo il desiderio di stupire i miei ospiti e di non propinargli i miei soliti secondi, buoni sì ma sempre gli stessi, anche perché quando si è in tanti per una cena o un pranzo preferisco preparare dei piatti pratici sia per cucinarli sia per servirli. Questi mi sono sembrati davvero semplici ed efficaci, nonostante la banalità degli ingredienti, provare per credere!
Ingredienti:
20 fette di petto di pollo, 2 kg. circa
20 fettine di lardo pancettato o pancetta grassa, 200 gr. circa
500 gr. provola
vino bianco
brodo di pollo
Esecuzione:
Adagiare le fettine di pollo una a una nella carta forno e appiattirle con il batticarne, mettere su ognuna un pezzo di provola, arrotolare ben stretto, avvolgere nel lardo pancettato e adagiare in padella con l'olio, procedere così fino alla fine. Rosolare, appena cambia colore sfumare con il vino, una volta evaporato unire due mestoli di brodo, coprire e cuocere una mezz'ora circa o fino a che il liquido evapora. Per questo piatto assolutamente non occorre l'utilizzo del sale poiché il lardo pancettato salerà il petto di pollo.
Da anni sono alla ricerca di un budino al cioccolato in cui non si senta troppo all'assaggio la sensazione di sabbiosità data dal cacao, ho cercato e ricercato nel web, tra le mie tantissime ricette, ho provato a farne più di una ma niente, solo con questa di Pinella sono riuscita quasi a raggiungere il risultato sperato, anche se la prossima volta proverò a eliminare completamente la fecola e aumentare la colla di pesce.
Ingredienti: Per 6 budini
35 gr cioccolato
40 gr cacao
135 gr zucchero
500 gr latte
35 gr fecola di patate
35 gr burro
8 gr di colla di pesce
Esecuzione:
Tagliate a pezzetti piccoli il cioccolato e unitevi il cacao, lo zucchero, la fecola di patate, il burro fuso. Mettete a bollire a parte il latte, e versatelo piano piano sugli ingredienti cercando di farli amalgamare bene rimettete sul fuoco fino al bollore. Fate rinvenire per qualche minuto la colla di pesce in acqua fredda, strizzatela e unitela al budino. Versate subito il composto in uno stampo e lasciate raffreddare. Mettere in frigorifero.
Potete servire accompagnando il gianduiotto con panna montata.
Quello di cui vi parlo oggi è una ricetta d'impasto lievitato tipico delle rosticcerie siciliane, la caratteristica è la versatilità sia per quanto riguarda le farciture sia perché all'occorrenza possiamo utilizzarlo per dolci o per salati. Sinceramente io fino ad ora l'ho sempre farcito con ripieni salati ma prima o poi proverò con quelli dolci; la ricetta fu il tormentone alcuni anni fa su Coquinaria, l'autrice è Rò, ma se andate ancora oggi nel forum e fate una ricerca usciranno tantissimi post che parlano di questa ricetta.
In un post la descrivono così:
"E' una pasta buonissima che si può usare sia per rosticceria dolce, sia per quella salata. basta modificare le dosi di zucchero come da indicazioni di Rò. Ti riporto la ricetta. La ricetta della pasta per la rosticceria dolce è la stessa che uso per la rosticceria salata, solo che per i salati utilizzo 70 gr. di zucchero, mentre per i dolci 100 gr. di zucchero".
Ingredienti:
1 kg. farina 00
70 gr. zucchero
100 gr. strutto o burro
30/35 gr. sale
25/30 gr. lievito di birra
400/450 gr. acqua (dipende da quanto è umida la farina)
Esecuzione:
Mettere nell'impastatrice la farina setacciata, il lievito sbriciolato, lo zucchero, lo strutto, azionare e versare a filo l'acqua necessaria ad ottenere un impasto morbido, a questo punto aggiungere il sale e continuare ad impastare fino ad ottenere una pasta liscia ed omogenea. Lasciar lievitare per circa due ore in un luogo caldo, una volta lievitato stendere la pasta dell'altezza di 5/7 mm e farcirla come si preferisce, lasciar lievitare nuovamente fino al raddoppio, ci vorrà circa un'ora circa, e cuocere in forno ventilato a 180° per 40 minuti.
Se si prepara con lo strutto nell'impasto è ottimo per realizzare delle pizze fritte prelevando delle palline d'impasto del peso di 60 gr., farcirle, chiudere a calzone e friggere in olio profondo.
Ecco elencate tantissime idee per farcirla:
"Farciture per pasta da rosticceria di Rò:
mozzarella/prosciutto - mozzarella/mortadella - melanzane/provola/pomodoro - salame/provolone/ricotta - spinaci/ricotta/parmigiano - ricotta scamorza bianca e pomodori secchi (ma di quelli buoni buoni eh!) - 4 formaggi -brie e speck a listarelle - ......biete tonno pomodoro mozzarella? - mortadella e pecorino -
melanzane + prosciutto cotto + scamorza affumicata - salsiccia + cipolla + pomodoro - ratatouille + parmigiano - broccoletti + acciughe + olive nere - peperoni + olive verdi - wurstel + crauti + senape - patate + verza stufata - Cotto – spinaci – ricotta e spinaci – funghi, ricotta e speck - carciofi (cuori) e guanciale arrosto, parmigiano e salsiccia - melenzane (lo so che nonè il periodo ma puoi sempre salvare caciocavallo, pomodoro a fette ben sgocciolato - funghi, prosciutto e besciamella - zucchine e stracchino - piselli, pancetta e stracchino - ragù di tritato con carne di maiale - salame e besciamella - speck e asiago - tonno e cipolla taaaaantissima cipolla - salsiccia e stracchino mi piace molto - erbette acciughe e provolone - peperoni tagliati a listerella stufati in olio con cipolla e acciuga - Pomodori secchi, feta, olive nere e origano - Radicchio e gorgonzola - Piselli stufati al prosciutto e taleggio - Cicoria e stracchino à la Grazy - Similsamosa: dadini di patate, carote e piselli stufati con curry (ora Savita mi ci manda...) - Alla "Messico e nuvole", con carne tritata cotta con cipolla, poco pomodoro, origano, cumino e peperoncino. - Alla "empanadas", che praticamente è la carne di cui sopra, addizionata di peperoni, unpo' d'aglio, e lasciata un po' brodosa (ma poco), e speziata di paprika dolce e peperoncino. - Con zucchine trifolate e speck - Alla pugliese, con cipolle stufate con olive nere e acciughe - Alla napoletana, con salsicce e friarielli... - il mio ragazzo vuole sempre tonno e capperi, è buono."
Per introdurvi questa ricetta mi piace pensare a ciò che ha detto la mia dolce cugina Ornella a proposito di cucina, lei sostiene che per la nostra famiglia il cibo e il saper mangiare è qualcosa che ci scorre nelle vene, presente nel nostro dna, una vera e propria malattia o ossessione. Sin da piccole siamo state abituate a cibi genuini, pieni di condimenti, come si faceva una volta, e alla convivialità che un piatto di pasta con il ragù creava. Tutto questo per dirvi che la ricetta che vi posto oggi è una di quelle ricette di famiglia, custodite con riservatezza; di lei vi ho già accennato quando vi ho mostrato le mie zeppole, addirittura ho scritto la ricetta per la mia torta choux ma credo che questa preparazione si meriti un post tutto suo. La crema pasticcera è un classico della pasticceria italiana, si trovano migliaia di ricette a tal proposito, ma questa, a detta di chi la prova, ricorda i sapori di una volta!
Ingredienti:
400 gr. zucchero
1 litro e 250 gr. latte
6 tuorli
180 gr. amido di riso in pezzi o farina
estratto di vaniglia liquida
Esecuzione:
Mettere in un contenitore l'amido con un po' di latte a temperatura ambiente; battere i tuorli e mescolarli al latte rimanente, mettere sul fuoco e, appena s’intiepidisce unire un po' alla volta lo zucchero, infine l'amido sciolto nel latte, rimettere sul fuoco, aggiungere la vaniglia e appena riprende il bollore cuocere fino a che si addensa.
Ci sono dei piatti che sono veramente difficili da fotografare o che il loro aspetto in foto non renda giustizia alla bontà del piatto o che le scarse qualità della fotografa (in questo caso io) non faccia capire la squisitezza del piatto; non so a quale di questi due casi si riferisca questa foto ma una cosa la so, il pollo alla cacciatora della Spisni è tutta un’altra storia. Lo so che ogni casa ha la sua ricetta, ogni nonna lo faceva buonissimo, ma questo è diverso e secondo me è un piatto per tutte le stagioni.
Ingredienti:
1 pollo a pezzi
1 cipolla dorata
rosmarino
4 foglie di Salvia
strutto
vino bianco
500 gr. pomodori pelati
sale grosso
pepe
Esecuzione:
Sciogliere lo strutto in una grande padella, adagiare il pollo dalla parte della pelle sul fondo e rosolare fino a che si sia formata una crosticina, a questo punto
girare i pezzi di pollo, unire la salvia, il rosmarino, il sale grosso e il pepe.
Una volta rosolato per bene sfumare con il vino, appena evapora aggiungere la cipolla affettata sottile e i pelati, coprire e proseguire la cottura per circa 25/30 minuti.
Di panna cotta ne avevo già accennato qui, visto il caldo che ormai non ci abbandona da un po' trovo davvero rinfrescante un dolce del genere preso direttamente dal frigo, potete servirlo come più vi piace, io lo preferisco con il caramello. Lo so che di ricette per prepararla ne esistono davvero tante ma io sono particolarmente affezionata a questa che trovo unica.
Ingredienti:
500 gr. panna
125 gr. zucchero
10 gr. colla di pesce
1 pizzico di vanillina
Esecuzione:
mettere la panna con lo zucchero in un pentolino sul fuoco appena accenna il bollore, togliere dal fuoco e unire la colla di pesce ammorbidita nell'acqua e strizzata e la vanillina, rimettere sul fuoco e al primo bollore spegnere e lasciare intiepidire.
Prima di servire lasciar riposare 24 ore in frigo, decorare a piacere.
Le zucchine dovrebbero essere ancora di stagione, o quantomeno si trovano sempre ma in questo periodo sono davvero più buone dato la stagionalità, per cui, se vi trovate al mercato, acquistatele e preparate questa insolita frittata. Dimenticavo, la ricetta è della mitica Alessandra Spisni, tratta da Le ricette de La Vecchia Scuola Bolognese
Ingredienti:
300 gr. zucchine
130 gr. ricotta
30 gr. parmigiano
3 uova
65 gr. burro
2/3 di cucchiaio d'olio
Esecuzione:
Pulire le zucchine e tagliarle a rondelle spesse circa 3 mm. Amalgamare la ricotta con il parmigiano, le uova, sale e pepe; mettere in una padella l'olio e il burro, unire le zucchine e cuocere a fuoco medio-basso coprendole, a fine cottura togliere il coperchio e far asciugare l'acqua. Una volta tiepide unire il composto di uova, mescolare, versare in una teglia da 24 cm. di diametro e cuocere in forno a 180° fino a che la superficie s'increspa.